Le Chiacchiere di Carnevale: dalle origini fino ai giorni nostri

Quando penso al Carnevale di Acireale la prima cosa che mi viene in mente, oltre ovviamente alle maschere ed i carri allegorici che sfilano nelle città, ci sono proprio loro, le Chiacchiere di Carnevale, dolce tipico di questa ricorrenza. Un dolce semplice, fatto di pochi ingredienti (farina, uova, zucchero), da friggere e poi cospargere con zucchero a velo. Piccoli biscotti leggeri e croccanti, praticamente uno tira l’altro. Esattamente come le chiacchiere che si fanno tra amici!

Come vengono chiamate le Chiacchiere in Italia ed in Europa

E soprattutto ho imparato che le Chiacchiere di Carnevale, oltre ad Acireale, si mangiano in tutta italia, anche se il nome è completamente diverso. Chiacchiere vengono chiamate prevalentemente nelle regioni del sud, ma a Roma si chiamano Frappe; in Toscana Strufoli o Cenci; in Liguria ed in Piemonte Bugie; in Sardegna Meraviglias; in Emilia Romagna Fiocchetti;  in Trentino e Venezia Giulia Cròstoli. La lista è veramente lunga, ed a questo nutrito gruppo si aggiungono anche le versioni europee: croustouille in Belgio; oreillettes, bugnes, merveilles in Francia; Räderkuchen in Germania; orejas in Spagna…

Ricordo che un tempo, proprio durante questo periodo, le preparavo insieme a mia madre, e nei giorni a seguire le offrivamo orgogliose a parenti ed amici. Ed anche se i risultati non erano sempre soddisfacenti, era un modo per stare assieme, un modo per condividere quello che è lo spirito carnevalesco, fatto di gioia e divertimento. A quel tempo io ero solo una ragazzina con poca esperienza e mia madre non è mai stata molto brava in cucina, ma con gli anni ho imparato che sono proprio le cose più semplici quelle più difficili da realizzare, perché necessitano di maggiori cure ed attenzioni, soprattutto nei particolari.

Cambia il nome, a volte anche la forma, ma la sostanza è sempre la stessa.

Come sono nate le Chiacchiere di Carnevale?

Secondo alcuni storici le Chiacchiere di Carnevale sono state realizzate per la prima volta dagli antichi Romani durante i Saturnali, una festività pagana assai simile al nostro Carnevale di Acireale. In questo periodo i romani si abbandonavano alla più sfrenata allegria, sospendevano qualsiasi tipo di attività, organizzavano banchetti ricchi di pietanze e di invitati e si lasciavano andare a scherzi e varie forme di divertimento. Occorreva quindi sfamare un gran numero di persone ed è per tale ragione che nacquero le frictilia, un dolce facile da preparare, che si realizzava in poco tempo e che veniva fritto nel grasso di maiale. Con l’avvento del Cristianesimo le frictilia furono molto apprezzate perché si conservavano a lungo ed erano molto adatte ad affrontare il lungo periodo di quaresima, quando non si poteva mangiare la carne.

Ma questa non è l’unica versione. Secondo altri storici le Chiacchiere di Carnevale furono inventate a Napoli, durante il periodo dei Savoia. Secondo questa leggenda la paternità delle Chiacchiere va attribuita a Raffaele Esposito, cuoco di corte, il quale fu incaricato dalla Regina di preparare un dolce che si potesse mangiare durante le lunghe chiacchierate con i suoi ospiti.

Ma come sono nate le Chiacchiere di Carnevale? Perché si preparano in questo periodo?

Come spesso accade risalire alle origini di un piatto tipico non è semplice, soprattutto se le sue origini affondano in un passato molto antico.

Le Chiacchiere di Carnevale oggi

Dove sta la verità? Qual è la versione corretta? Probabilmente non lo sapremo mai. Quello che sappiamo è che nel periodo di Carnevale non esiste pasticceria o panificio che non le prepari, e sono in molti a realizzarle anche a casa. Oggi ne esistono diverse versioni: al forno, più leggere ma con un sapore decisamente diverso; ricoperte di miele; ricoperte di cioccolato; intrecciate… L’unica vera certezza è che non sarebbe Carnevale senza le Chiacchiere.

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